sábado, 2 de maio de 2026

LE NOSTRE OPPORTUNITAÀ DI CRESCITA

 

Riflessione a partire da Gv 14, 1-12  




 

    Il contesto del brano del vangelo è quello dell’ultima cena. Gesù fa il suo discorso di addio e provoca una grande crisi all’interno della comunità dei discepoli. Loro hanno vissuto esperienze intense con il maestro e queste hanno configurato la loro identità. Vogliono stare insieme a lui per sempre. Non riescono ad andare avanti senza di lui poiché hanno scoperto in lui la ragione della loro esistenza. È possibile vivere con fedeltà la nostra vocazione soltanto se questa relazione con il maestro viene intensificata quotidianamente.

    In questo contesto di distacco, le parole di Gesù sono fonte di consolazione e sicura speranza, infondendo coraggio e invitandoli alla fede e fiducia in Dio e nella sua presenza costante in mezzo a loro. In tempi di crisi, quando tutto sembra perdere di senso, Gesù chiede anche a noi di non perderci d’animo, di non aver paura ma fede. Diceva don Calabria ai suoi religiosi e collaboratori: “Quando le cose diventano sempre più difficili, dobbiamo avere più fede! Allora, vedremo come la Provvidenza si manifesterà sempre più abbondante”.     

    È Gesù per primo a non volersi staccare da loro, per questo promette di tornare e prendere i discepoli con sé perché dove è lui siano anche loro. La condizione di Gesù è di pienezza della gioia e dell’amore che si dona senza pensare a sé stesso. Lui vuole che i suoi possano sperimentare la stessa condizione: la gioia di appartenere al Padre, la gioia di un amore che vuole solo donare, non ricevere.

    Gesù vuole coinvolgere i discepoli nella stessa comunione che egli vive con il Padre. La condizione per questo è quella di accoglierlo come via, verità e vita: la via sicura che conduce al Padre, attraverso cui si raggiunge la conoscenza della verità e si ottiene la pienezza della vita. Come verità di Dio per l’umanità e intera verità dell’uomo a Dio, Egli ci fa provare in anticipo la vita eterna, la vita dell’Eterno.

     Gesù non propone un cammino verso il Padre; la sua stessa persona è il cammino. Egli è immagine visibile del Dio invisibile. Nella sua persona si realizza la più perfetta sintesi tra divinità e umanità. “La nostra fede non è basata su un insieme di regole da seguire oppure dottrine da imparare, ma in una persona, Gesù”. Chiunque vede Gesù vede il Padre perché Egli e il Padre sono una cosa sola, la stessa realtà divina che non si può separare. Egli non ha bisogno di mostrare il Padre; stare con lui è stare con il Padre. Quanto più cerchiamo di conoscere Gesù tanto più entriamo in intimità con il Padre.

    Come espressione della proposta di Gesù, la vita cristiana è un cammino verso il Padre perché Gesù stesso è la verità che cerchiamo e la pienezza della vita che desideriamo. Alle volte nel nostro cammino ci sono delle situazioni che causano paura e che turbano il nostro cuore impedendoci di fare una profonda esperienza della presenza di Gesù vivente. Oggi egli ci invita alla fede e alla fiducia in Dio Padre che ci ama e ci attira a sé con legami di tenerezza e misericordia. La fede ci permette di essere testimoni coraggiosi di questo volto di Dio, proclamando la verità della vita senza fine che Cristo dona a tutti tramite la sua morte e risurrezione.


Fr Ndega

Revisione dell'italiano: Giusi

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