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quarta-feira, 28 de dezembro de 2016

"LA PAROLA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZO A NOI"

titolo originale: "NENO ALIFANYIKA MWILI NA AKAKAA KWETU"

Riflessione su Is 52, 7-10; Hb 1, 1-6; Giovanni 1, 1-18

      Stiamo vivendo un tempo di gioia e di gratitudine, il Natale del Signore. Tutto sembra avere più colori, più luce e più significato. Questo è il risultato della presenza di Dio in mezzo a noi. Egli ha preso su di sè la nostra realtà e ci invita ad imparare da lui per vivere bene. Ringraziamo Dio perché continuamente ci dà l’opportunità di rinnovare continuamente la nostra vita. Il messaggio della nascita di Gesù è un messaggio di grande gioia per tutti, perché il Salvatore è nato per tutti. Rallegriamoci perché Dio ha deciso di portare la salvezza per noi, creando la sua dimora tra noi. La salvezza è opera di Dio, ma si realizza nel mondo con la partecipazione umana. Prendiamo come esempio Maria e Giuseppe; attraverso la semplicità dell'evento e delle persone coinvolte, ci rendiamo conto della grandezza del nostro Dio. Questo conferma il proverbio africano che dice: "La gente umile, facendo cose semplici ed in piccoli posti è capace di cambiare il mondo.”  I grandi cambiamenti di cui la nostra società ha bisogno dovrebbero verificarsi a partire da ogni persona. La nuova società si realizzerà quando tutti prenderanno coscienza della necessità di cambiare se stessi, piuttosto che cercare di cambiare gli altri.

    Secondo la prima lettura, dopo l'esperienza dell’esilio il popolo d'Israele vive in circostanze nuove e riscopre la propria vocazione come popolo di Dio. Il senso della sua vocazione non è usare vendetta contro i nemici, ma proclamare una buona notizia, la notizia della pace. Questa notizia è un messaggio di incoraggiamento da parte di Dio che motiva le persone a coltivare un nuovo rapporto con Dio e tra di loro. Questo è il messaggio di gioia che dovrebbe essere proclamato a tutti, perché la salvezza di Dio è per tutti. Come nuovo popolo di Dio, noi siamo gli eredi di questo messaggio, cioè, proclamare la salvezza di Dio in Gesù Cristo.  Tutto ciò che Dio ha fatto nella nostra vita deve essere proclamato. La gioia che è risultato di questa azione non sarà piena nella nostra vita se non la proclamiamo agli altri. Questo movimento inizia in Dio stesso, che è il Dio della parola. Ha creato tutte le cose mediante il potere della sua parola. Così, la seconda lettura testimonia che egli dopo aver parlato nel passato tramite i nostri antenati, parla oggi e continua a parlare perché la parola è stata sempre con lui, si tratta di suo figlio, Gesù Cristo, il mediatore della nuova ed eterna alleanza.

         La parola di Dio che era per sempre è il Figlio di Dio. Lui è la ragione di tutto ciò che fu creato. Questa parola si fece carne nel grembo della Vergine Maria, rivelando l'immagine di Dio come un padre che è pieno di compassione. Il Figlio Gesù ci ha resi figli di Dio e ci ha illuminato con la sua luce finché possiamo essere testimoni della luce e della verità, come Giovanni Battista. Tutto ciò che Dio fa è buono e perfetto, perché questo è il suo modo d’agire. "La parola si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi". In Gesù, Dio è uno di noi. Egli è la misericordia che si lascia trovare e toccare, portando una nuova proposta di vita. Allora, non è sufficiente riconoscere la misericordia di Dio in Gesù; è anche necessario permettere di essere toccati da questa misericordia e guidati dal suo messaggio di amore e di pace. La nascita di Gesù ha fatto diventare tutti gli uomini una sola famiglia. Veramente, Dio ha rivelato se stesso come il “Vicino”, il “Povero” e l’amore rifiutato, invitando tutti a riconoscere il valore dei piccoli gesti e progetti. Naturalmente questa opzione di Dio è imbarazzante, ci invita a pensare e agire diversamente.

         Dio accetta le condizioni di essere bambino, con totale dipendenza della cura e amore dell’essere umano. È la fede che ci porta a identificare questo bambino di Betlemme in ogni bambino che ci viene incontro nel nostro cammino. Ogni bambino chiede il nostro amore. Proviamo a pensare ai bambini che non hanno alcuna esperienza di amore dei loro genitori; ai bambini delle strade che non hanno un posto dove vivere; ai bambini che servono come soldati, ai bambini che sono vittime dell’abuso sessuale e ai bambini che sono stati costretti a lasciare i loro sogni a causa della situazione economica familiare. Il Bambino di Betlemme è un invito per noi a promuovere una situazioni diversa nella vita di questi bambini.

    Anche se viviamo in una società consumista, che impedisce la nostra attenzione all'essenziale nella nostra vita, dobbiamo essere attenti, il Natale non è consumismo. È la festa della rivelazione del mistero dell'amore di Dio che fa diventare il cuore umano dimora di valore veri. Dio ci ama liberamente e generosamente, senza merito della nostra parte. Questa esperienza ci porta a fare lo stesso; così il Natale sarà più di un periodo nell'anno. Sarà sempre Natale, se impariamo ad amare veramente e mettere più sforzo per costruire una società più giusta e fraterna per il bene di tutti.

Fr Ndega
Revisione: Giusi

segunda-feira, 26 de dezembro de 2016

“EL VERBO SE HIZO CARNE Y HABITÓ ENTRE NOSOTROS”

título original: "NENO ALIFANYIKA MWILI NA AKAKAA KWETU"

Reflexión Is 52, 7-10; Heb 1, 1-6; Jn 1, 1-18

Estamos viviendo un tiempo de gran alegría y acción de gracias, esto es, la Navidad del Señor. Todo parece tener más color, más luz y más sentido. Esto es el resultado de la presencia de Dios entre nosotros; Él asumió nuestro contexto y nos invita a aprender de el para que podamos vivir mejor. Agradezcamos a Dios por continuar dándonos oportunidades para nuestra renovación. El mensaje del nacimiento de Jesús es mensaje de gran alegría para todos porque el Salvador nació para todos. Alegrémonos porque Dios decidió traernos la salvación, “armando su morada” en medio nuestro. La salvación es obra de Dios, pero sucede en el mundo con la participación del ser humano. Tomemos como ejemplos a María y a José. Así, a través de la simplicidad del evento y de las personas envueltas, Dios manifiesta su grandeza. Esta realidad concreta confirma un dicho africano que dice así: “personas simples, haciendo cosas simples y en lugares simples son capaces de cambiar el mundo”. Los grandes cambios que nuestra sociedad necesita deben darse dentro de cada persona. La sociedad nueva sucederá cuando cada persona reconozca la necesidad de transformarse a sí mismo antes de querer transformar a los otros.

De acuerdo con la primera lectura, después de la experiencia del exilio, el Pueblo de Israel vive una realidad nueva y redescubre su vocación como Pueblo de Dios. El sentido de su vocación no está en vengarse de sus enemigos, sino en proclamar una buena noticia, que es noticia de paz. Esta buena noticia es un mensaje de consuelo que viene de Dios y conduce al pueblo a asumir el compromiso en la construcción de nuevas relaciones con el mismo Dios y entre ellos. Este es un mensaje de alegría que debe ser proclamado para todos porque la salvación es para todos. En tanto Nuevo Pueblo de Dios, somos herederos de este mensaje, esto es, proclamar la salvación de Dios que es Jesucristo. Nuestros pies son señal de nuestra disponibilidad, de nuestra pasión por la causa del Reino de Dios. Todo lo que Dios hace en nuestra vida necesita ser proclamado. La alegría, que es fruto de esta acción, sólo será plena en nuestra vida si es proclamada a los demás. Este proceso comienza en Dios mismo que es el Dios de la Palabra. Él creó todo por el poder de su palabra. Así, la segunda lectura testimonia que él hablo por nuestros antepasados, habla hoy y continuará hablando porque esta Palabra siempre estuvo con él, esta palabra es su Hijo Jesucristo, que es el Mediador de la Nueva y Eterna Alianza.

La Palabra de Dios que existe desde siempre es el propio Hijo de Dios. Él es la razón de todo lo que es hecho. Esta Palabra se hizo carne en el vientre de la Virgen María, viniendo al mundo lleno de gracia y verdad, revelando el rostro de Dios como un Padre lleno de misericordia. El Hijo Jesús nos hizo hijos de Dios y nos iluminó con su luz para que seamos testigos de la luz y de la verdad como Juan Bautista. Todo lo que Dios hace es bueno y perfecto porque esta es su manera de actuar. Así, “la Palabra se hizo carne y habitó entre nosotros”. En Jesucristo, Dios es uno de nosotros. Él es misericordia que se permite encontrar y ser tocado, trayéndonos una propuesta nueva de vida. Por eso, no es suficiente reconocer la misericordia de Dios en Jesús, es importante también permitirse ser tocado por esta misericordia y conducido por su mensaje de amor y de paz. El nacimiento de Jesús hizo de todas las personas una única familia. Verdaderamente Dios se revela como el vecino, el Pobre, el Rechazado, invitando a todos a reconocer el valor de los pequeños gestos y proyectos. Claro que la opción de Dios nos deja inquietos, invitándonos a pensar y actuar diferente.

El Dios Todopoderoso se vuelve un niño para depender totalmente del cuidado y del amor del ser humano. Es la fe que nos lleva a reconocer a este niño de Belén en cada niño que encontramos en nuestro día a día. Cada uno de esos niños pide nuestro amor. Pensemos en aquellos niños que no tienen la experiencia del amor de los padres; también aquellos niños de la calle, que no tienen un lugar donde vivir, pensemos todavía en aquellos niños que son usados como soldados, transformándolos en instrumentos de violencia en vez de ser instrumentos de paz; pensemos todavía en aquellos que son víctimas del abuso sexual, y por últimos aquellos que son forzados a abandonar sus sueño a causa de la economía precaria. El niño de Belén es invitación para que promovamos una realidad diferente en la vida de estos niños.

Como vivimos en una sociedad consumista, que nos impide enfocar en lo esencial de nuestras vidas, nosotros debemos estar atentos. La Navidad no es el consumismo. Es fiesta de la revelación del misterio del amor de Dios que transforma el corazón del ser humano en morada de los verdaderos valores. Dios nos ama gratuitamente y generosamente, esto es, sin méritos de nuestra parte. Esta experiencia nos lleva a actuar de la misma manera para que la Navidad no sea solo un momento del año. Será siempre Navidad si aprendemos a amar de verdad y ponemos más esfuerzos para construir una sociedad más justa y más fraterna para el bien de todos.

Fr Ndega

Traducción: Nómade de Dios.

“O VERBO SE FEZ CARNE E HABITOU ENTRE NÓS”

Titulo original: "NENO ALIFANYIKA MWILI NA AKAKAA KWETU"

Reflexão sobre Is 52, 7-10; Hb 1, 1-6; Jo 1, 1-18

       Estamos vivendo um tempo de grande alegria e ação de graças, isto é, o Natal do Senhor. Tudo parece ter mais cor, mais luz e mais sentido. Isto é o resultado da presença de Deus entre nós; ele assumiu o nosso contexto e nos convida a aprender dele para que possamos viver melhor. Agradeçamos a Deus por continuar dando-nos oportunidades para a nossa renovação. A mensagem do nascimento de Jesus é mensagem de grande alegria para todos porque o Salvador nasceu para todos. Alegremo-nos porque Deus decidiu nos trazer a salvação, “armando sua tenda” no meio de nós. A salvação é obra de Deus, mas acontece no mundo com a participação do ser humano. Tomemos como exemplos Maria e José. Assim, através da simplicidade do evento e das pessoas envolvidas, Deus manifesta a sua grandeza. Esta realidade concreta confirma um ditado africano que diz assim: “Pessoas simples fazendo coisas simples e em lugares simples são capazes de mudar o mundo”. As grandes mudanças que a nossa sociedade precisa devem acontecer dentro de cada pessoa. A sociedade nova acontecerá quando cada pessoa reconhecer a necessidade de transformar a si mesmo antes de que querer transformar os outros.   

        De acordo com a primeira leitura, depois da experiência de exílio, o Povo de Israel vive uma realidade nova e redescobre a sua vocação como Povo de Deus. O sentido de sua vocação não está em se vingar de seus inimigos, mas em proclamar uma boa notícia, que é notícia de paz. Esta boa notícia é uma mensagem de consolo que vem de Deus e conduz o povo a assumir o compromisso na construção de novas relações com o próprio Deus e entre eles. Esta é uma mensagem de alegria que deve ser proclamada para todos porque a salvação é para todos. Enquanto Novo Povo de Deus, nós somos herdeiros desta mensagem, isto é, proclamar a salvação de Deus que é Jesus Cristo. Nossos pés são sinal da nossa disponibilidade, da nossa paixão pela causa do reino de Deus. Tudo o que Deus faz na vida da gente precisa ser proclamado. A alegria, que é fruto desta sua ação, só será plena em nossa vida se for proclamada aos demais. Este processo começa em Deus mesmo que é o Deus da Palavra. Ele criou tudo pelo poder de sua Palavra. Assim, a segunda leitura testemunha que ele falou outrora pelos nossos antepassados, fala hoje e continuará falando porque esta Palavra sempre esteve com ele, esta palavra é o seu Filho Jesus Cristo, que é o Mediador da Nova e Eterna Aliança.  

          A Palavra de Deus que existe desde sempre é o próprio Filho de Deus. Ele é a razão de tudo o que foi feito. Esta Palavra se fez carne no ventre da Virgem Maria, vindo ao mundo cheio de graça e verdade, revelando o rosto de Deus como um Pai cheio de misericórdia. O Filho Jesus nos fez filhos de Deus e nos iluminou com sua luz para que sejamos testemunhas da luz e da verdade como João Batista. Tudo o que Deus faz é bom e perfeito porque este é o seu jeito de agir. Assim, “A Palavra se fez carne e habitou entre nós”. Em Jesus Cristo, Deus é um de nós. Ele é misericórdia que se permite encontrar e ser tocado, trazendo-nos uma proposta nova de vida. Por isso, não é suficiente reconhecer a misericórdia de Deus em Jesus; é importante também permitir-se ser tocado por esta misericórdia e conduzido pela sua mensagem de amor e de paz. O nascimento de Jesus fez de todos as pessoas uma única família. Verdadeiramente Deus se revela como o Vizinho, o Pobre e o Rejeitado, convidando todos a reconhecermos o valor dos pequenos gestos e projetos. Claro que a opção de Deus nos deixa embaraçados, convidando-nos a pensarmos e agirmos diferentemente.

O Deus Todo Poderoso se torna uma criança para depender totalmente do cuidado e do amor do ser humano. É a fé que nos conduz a reconhecer esta criança de Belém em cada criança que nós encontramos em nosso dia-a-dia. Cada criança dessa pede nosso amor. Pensemos naquelas crianças que não tem a experiência do amor dos pais; também aquelas crianças de rua, que não tem um lar para viver; pensemos ainda naquelas crianças que são usadas como soldados, sendo transformadas em instrumentos de violência em vez de serem instrumentos de paz; pensemos ainda naquelas que são vítimas de abuso sexual e, por último, aquelas que são forçadas a abandonarem seus sonhos por causa da situação econômica precária. O Menino de Belém é convite para que promovamos uma realidade diferente na vida destas crianças.  

Como vivemos em uma sociedade consumista, que nos impede de focalizar o essencial em nossa vida, nós devemos estar atentos. O Natal não é consumismo. É festa da revelação do mistério do amor de Deus que transforma o coração do ser humano em morada dos verdadeiros valores. Deus nos ama gratuitamente e generosamente, isto é, sem méritos da nossa parte. Esta experiência nos leva a agir do mesmo modo para que o Natal não seja só um momento no ano. Será sempre Natal se aprendermos a amar de verdade e colocarmos mais esforço para construirmos uma sociedade mais justa e fraterna para o bem de todos.


Fr Ndega